Il prezzo della fatica

campodefiori def-0243

Una volta che mi trovavo in un supermercato una donna anziana, intenta a riempire a fatica i sacchetti della spesa, di punto in bianco sbuffò:
– Hanno inventato gli asini, che li hanno inventati a fare? C’erano già le donne! –
Sorrisi amaramente. Aveva ragione. A volte mi chiedo se conosciamo ancora il senso della fatica, del lavorare con fatica. Non tanto per la fatica in sè, ma per la soddisfazione di lavorare con fatica, con quella fatica che genera risultati che doppiamente ci ripagano dello sforzo compiuto.
In genere penso che una fotografia non vada spiegata, se è valida sa parlare da sè.
Talvolta però, in quest’epoca di grande sovrapposizione di immagini, un senso va dato al proprio lavoro, alla scelta di una determinata inquadratura. In questo scatto raffigurante il mercato, per quanto del tutto casuale, ho trovato interessante accorpare sulla stessa linea il lavoratore di fatica, la padrona dell’attività e i due giovani spensierati, quasi a creare una scala gerarchica. Non una scala sociale, attenzione, ma una scala emotiva, in cui l’operaio tergiversa forse perché provato dalla fatica fisica, la padrona dell’attività porta in sé la fatica fisica ed ancor più la fatica esistenziale, la preoccupazione che gli affari vadano bene, ed infine l’inconsapevolezza di due giovani che nemmeno si voltano a guardare cosa accade attorno a loro, il caos che li circonda. Attraversano questo mare magnum della fatica fisica, esistenziale ed emotiva senza farsene carico, senza comprenderla, senza accorgersi di quanto costi fatica mettere ordine nei propri affari, nel proprio recinto.
Prestare occhio alle situazioni che accadono attorno a noi non è solo mestiere per il fotografo, è anche un lavoro interiore, per sé stesso e per gli altri. La forza comunicativa di un’immagine deve avere sempre questo dovere primario: insegnare, educare possibilmente, accrescere la sensibilità, la consapevolezza. Se poi il mondo diventerà un posto migliore grazie ad una foto, in quel caso parleremo di miracolo.

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