Eroi stanchi

alla pugna

A volte le foto migliori nascono per caso, talvolta addirittura da una svista.

Ci sono state occasioni in cui, camminando per strada, mi sono voltata improvvisamente nel mezzo della folla e ho scattato alla cieca. Così, per puro divertimento. Quando compio questa mattana spesso mi capita di catturare un’immagine interessante, non sempre perfetta, ma sulla quale spendere del tempo per lavorarci su. In questo scatto in realtà mi ero voltata per catturare il riflesso delle nuvole sui vetri delle finestre, poi, abbasso lo sguardo e m’imbatto in questo piccolo eroe stanco. Piccola metafora della mia vita. E di quella di tutti coloro che siano stati costretti a fare della propria esistenza il contenitore delle ambizioni altrui. Per obblighi familiari, matrimoniali, aziendali o semplicemente per campare. Questo bimbo che guarda stancamente la vetrina mi fece immediatamente pensare a tutto il tempo che sprechiamo per far felici gli altri invece che noi stessi. Combattiamo perché ci viene imposto di farlo, magari per un semplice cliché, per obbedire ad una tradizione banale e anacronistica che ci vuole guerrieri se nasciamo maschi e madri di famiglia se siamo femmine. Sembra ammonirci riguardo le frustrazioni che germogliano sui nostri desideri reconditi: mi hanno messo in mano una spada, ma io vorrei solo fare l’orologiaio. Mostra una tale stanchezza questo bambino che quasi sembra un vecchio ormai stanco di parlare. La madre infatti, benché di spalle, ostenta una postura alquanto rigida. Forse dovremmo farci più domande sui nostri figli, più che decidere sempre per il loro (presunto) meglio. Sarebbe opportuno rivolgere loro una domanda antica e pur sempre valida: cosa vuoi fare da grande? Ma innanzitutto chiederci se siamo davvero adulti consapevoli da poter decidere per qualcun altro in assoluta serenità.

Le mie dissertazioni tuttavia possono essere annoverate alle pose visionarie di una scrittrice mai nata. Una verità di fondo credo vada comunque osservata: a parole si può mentire; molto, molto più difficile farlo in fotografia.

 

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