La delicatezza

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L’immagine della donna moderna, nell’opinione pubblica, nella pubblicità, nei media, è quella di una donna forte e indipendente. Eppure ci sono donne molto delicate, che non ce la fanno più. Le riconosci subito, per strada, in autobus, al supermercato:volto stanco, occhi un po’ persi nel vuoto, ogni tanto parlano da sole e talvolta si rispondono persino. Troppi pensieri in testa, troppe preoccupazioni, troppo tutto. Arrivano alla saturazione e quando se ne accorgono – sempre che se ne accorgano – spesso è troppo tardi. Sono figlie che si occupano di fratelli minori, sono mogli che si occupano di mariti sciatti, distratti, se non addirittura prevaricatori, sono amanti di uomini indecisi e opportunisti, sono figlie che si occupano di genitori anziani, sono madri che si occupano di figli impegnativi. Le donne ricoprono sempre un ruolo definito, incasellato, inequivocabile, e hanno fortissimamente il bisogno di dire: oggi sono io. Oggi sono solo una donna, oggi mi prendo cura di me, oggi spendo del tempo solo per me. Anche solo per pensare, per educarmi a un nuovo modo di pensare, di agire, di essere.
Le iniziative nella giornata contro la violenza sulle donne hanno senso solo per chi ne prende parte. La vera rivoluzione risiede nella coscienza che tutte dovrebbero imparare ad acquisire circa il proprio valore, prendendo finalmente consapevolezza  del cumulo di gravami fisici ed esistenziali cui si sottopongono. Storicamente le donne sono più predisposte, affermano alcuni, a gestire più cose contemporaneamente e probabilmente è anche vero che sia così. Ma l’interrogativo forte è: perché le donne devono essere ancora mentalmente abituate a farsi carico di tutto? Spesso tale comportamento è dettato dal fatto di limitare possibili danni. Perché delegare comporta sempre il rischio che le cose da fare non vengano fatte o peggio che vengano fatte male. Quindi, per evitare di farle due volte, per evitare di perdere del tempo, semplicemente ci si adatta alla triste vita del mulo, e ci si fa carico di tutto. Sperando sempre di non esplodere.
La violenza sulle  donne non verrà abbattuta dalla legge, ma solo quando le donne impareranno a volersi bene davvero, a prendersi realmente cura di loro stesse, a riconoscere il valore del loro apporto al sistema sociale. Senza più farsi inchiodare dai sensi di colpa e dal bisogno, proprio o altrui. Senza più assoggettarsi e permettere di rivestire un o più ruoli definiti. Quando finalmente diranno: oggi sono donna. E basta.

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