Fotografia e identità

La fotografia è identità: o celata o svelata.

Ci ostiniamo a cercare significati in ciò che vediamo e in ciò che ci circonda perché in questo cerchiamo la nostra identità, cerchiamo di affermarla, oppure la cerchiamo semplicemente per comprenderla maggiormente.

pittore-

L’artista e l’operaio

Tuttavia oggi c’è una volontà alquanto esasperata di manipolare l’identità, per obbedire ad un modello comune, ad una omologazione – non solo visiva – senza la quale ci sentiamo privi di personalità e di spessore.
Anni fa, assistendo ad suo reading, mi confrontai con Ascanio Celestini sul tema dell’identità professionale. Affermò che un tempo il lavoro era la vera identità dell’uomo, e che un operaio era ben felice di dichiararsi tale, mentre ai giorni nostri questa consapevolezza si è perduta, come naufragata in un mare di disprezzo. Ed ecco che operaio oggi non ama più definirsi tale, ma aggiunge di essere artista, videomaker, scrittore e quant’altro. Mi dichiarai contraria a questa sua considerazione, dichiarando che tutti devono avere un’opportunità per esprimere il proprio talento e che la cultura non può essere – non deve essere – più patrimonio di pochi. Probabilmente le parole tra le righe erano che è impossibile essere tutti artisti. Essere tutti dotati di talento artistico azzera il senso stesso del termine.

Pubblica ammenda

Giunta all’analisi del contemporaneità devo affermare che la sua visione era stata profetica. Ovunque abbiamo esempi di manipolazione dell’ identità, a cominciare dai selfie per finire allo scandalo Cambridge Analityca. E se per un verso ci troviamo nella terribile posizione di vittime, almeno non poniamoci quali carnefici di noi stessi.
Quando qualche cliente mi chiede di farlo apparire bene in foto gli chiedo sempre: come la vorrebbero vedere gli altri o come pensa lei che gli altri vorrebbero vederla? Il mio mestiere è meno artistico di quanto si pensi. Faccio la fotografa, non sono in grado di fornire identità a piacimento. Posso  far emergere la natura intima della persona. Bella o brutta che sia, bisogna accettarla. Senza artefatti.

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